Bere, in questo blog, non vuol dire bere.
I soprannomi possono essere affettuosi, giocosi, ironici o addirittura dispregiativi e sono nomi alternativi o appellativi che si danno alle persone. Te li possono dare, te li puoi scegliere.
Master Etilico, o MEtilico, me lo sono scelto tanto tempo fa, probabilmente quando cercavo di rifuggire un’identità difficile da calzare o semplicemente perché poteva essere un soprannome simpatico.
Nella sua versione corta, è il capo di una congrega, un potente stregone, un eroe misterioso di qualche mondo fantastico di cui non si ha più memoria.
Nella sua versione estesa, è colui che vorrebbe essere autorevole ma sa di non esserlo, è colui che giustifica qualche strafalcione con la scusa di essere un po’ brillo. Quello che vuol mettere le mani avanti e far capire subito di voler essere compagnone, amichevole, uno con cui bere un bicchiere di quello buono seduti davanti ad un bel fuoco.
In questo blog il bere è una metafora.
Il bere può rappresentare il desiderio di dimenticare o sfuggire temporaneamente alla realtà, cercando conforto o evasione quando si è più soli. Può riflettere la ricerca di una via di fuga dai problemi, dalle preoccupazioni o dai conflitti interiori.
Allo stesso tempo, il bere può simboleggiare anche la ricerca di gioia, di socialità e di connessione con gli altri. La celebrazione dell’amicizia e della condivisione di momenti felici. Rappresenta il desiderio di unione, di comunione e di appartenenza a una comunità.
Porta con sé anche un lato oscuro, degli eccessi, dei rischi e delle conseguenze negative legate all’eccesso. In questo senso, può rappresentare l’autodistruzione, la dipendenza e la perdita di controllo sulla propria vita.
In sintesi, non si tratta di un incoraggiamento a bere, ma di un invito a riflettere.
Quindi prima di prendere un bicchiere in mano, fate il favore, pensate.
Birra, tequila, vodka, gin, Campari
Vino, benzina, a me non basta mai
Mi sento un po’ leggero, un po’ stordito
Su, porta un altro giro a me e al mio amico
Riferimenti:
“Il bevitore d’assenzio” (Le Buveur d’absinthe) è un dipinto del pittore francese Édouard Manet, realizzato nel 1858-1859 e conservato alla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen.
