Parlando con un caro amico abbiamo discusso di questo blog e ci siamo confrontati con quelle che sono state le nostre diverse esperienze. Lui è appassionato di giochi da tavola, mentre io di giochi di ruolo.
Mi ha detto che il primo pezzo del mio blog gli piaciuto, e quindi non potevo che dedicargliene uno!
Inizialmente aveva avuto modo di comprare e leggere il più famoso gioco di ruolo dell’epoca, ma poi, per un motivo o per l’altro, non ha avuto modo di provarlo.
Ci siamo conosciuti mentre io ero intento ad organizzare le eliminatorie sul litorale romano per il torneo nazionale della scatola rossa.
Paradossalmente, non abbiamo mai giocato di ruolo insieme ed è rimasto l’amaro in bocca ad entrambi.
In un suo vocale, si domandava come mai potesse succedere una cosa del genere tra due amici che non dovrebbero avere problemi a giocare insieme. Nella sua voce traspariva una sorta di nostalgia, un vago rammarico per non aver mai partecipato a una campagna di gioco di ruolo fantasy.
Anche io mi sono posto questa domanda, ed effettivamente è paradossale. Ci siamo conosciuti per i giochi di ruolo eppure non ci siamo mai seduti allo stesso tavolo!
Penso che principalmente ci fosse la paura che quel profondo, ma difficile, rapporto di amicizia potesse essere intaccato da un gioco così energivoro ed impegnativo.
Quando era giovane, sia per motivi logistici sia per diversi interessi, non si è creata l’occasione e poi, col tempo, sono subentrate nuove abitudini.
Sapevamo bene cosa aspettarci dall’unione dei nostri caratteri e comprendevamo che quel momento non era quello giusto per far scattare la miccia. Avevamo bisogno l’uno dell’altro e sapevamo che quella era la cosa più importante.
Mi ha detto che, alla nostra età, a volte ci mettiamo a pensare al passato, ai bivi che le nostre passioni hanno preso, a cosa significano e anche alle motivazioni che ci hanno portato a determinate scelte.
Non è mai semplice, specialmente in questo caso, districare tutta la matassa di pensieri che avvolgono un così lungo periodo.
Quello che mi ha colpito è la riflessione su cosa rimane dopo 30, 35 anni di passione. Cosa significa veramente?
Pensiamo entrambi che alla fine restino le esperienze con le persone. Sono quelle che alla lunga restano più impresse. Quando l’esposizione agli altri diventa un mezzo per costruire la propria realtà, diventa un momento di crescita interiore, veicolato paradossalmente dal gioco!
Per quanto riguarda il lato umano, ritengo che i momenti in cui sono riuscito a dimostrare compassione e altruismo verso gli altri, soprattutto nei confronti di coloro che erano più svantaggiati, siano i più significativi per i valori che rappresentano.
È chiaro che le emozioni provate da un giocatore di ruolo sono estremamente diverse da quelle provate da un giocatore di scacchi professionista. Però è anche vero che c’è di più, oltre alle regole di un gioco, anche rispetto a quello che intendevano gli autori che l’hanno creato, rispetto a quello che poi alla fine i giocatori provano quando sono insieme.
Le cose che ci restano impresse nella memoria sono quelle che vengono portate in qualche modo dalle persone stesse e non dal gioco in sé.
Se un giorno ci troveremo davanti ad un tavolo a giocare una partita, o una campagna, di un qualsiasi gioco di ruolo, questo nessuno può dirlo.
Tuttavia, una cosa è certa: continueremo a giocare insieme, come sempre abbiamo fatto.
Potrà essere un gioco da tavola, una console oppure un videogioco online. Ma comunque resteremo uniti, perché la nostra volontà di essere presenti l’uno per l’altro non è mai venuta meno.
Non sentiamo la necessità di forzare nulla, poiché non abbiamo rimpianti riguardo a ciò. La nostra amicizia è stata vissuta con la giusta intensità in tutti questi anni.
Credo che anche inconsciamente abbiamo introdotto nel nostro modo di relazionarci valori come la giustizia e l’uguaglianza, incoraggiandoci reciprocamente a promuovere un ambiente in cui tutti si sentissero trattati equamente.
Siamo stati generosi e compassionevoli, sia incoraggiandoci a vicenda sia aiutandoci nei momenti di difficoltà condividendo idee e risorse.
Nonostante ci siano stati diverbi, litigi e discussioni, è proprio attraverso di essi che abbiamo costantemente sviluppato e rafforzato il nostro legame di amicizia.
In conclusione, c’è sempre stata libertà di espressione e di creatività, dove il rispetto per la libertà individuale è stato fondamentale e la capacità di esprimersi è stata incoraggiata.
Tutto questo processo di costruzione insieme, credo, ci ha portato a condividere lo stesso sentimento di ribellione verso l’ingiustizia, che ha influenzato sia positivamente che negativamente alcuni dei nostri obiettivi.
Ora, nel presente, esploriamo nuove esperienze, sia come compagni e genitori, sia con figli e nipoti. Le nostre passioni si evolvono e si adattano alle diverse fasi della vita. Non è necessario guardare indietro se non per capire da dove siamo partiti.
L’importante è continuare a camminare insieme lungo il sentiero della vita, senza rimpianti e vivendo ogni momento con la massima intensità. Siamo qui, ora, anche con voi.
(Whistling)
Pu-puh-puh-puh-puhhpupuuuh
Ti-titi-tatido-dodo-pari-tidoo
(Whistling)
(…Flute solo & Whistle…)
(…up tempo keyboard…)
Riferimenti:
“Robin Hood” è un film d’animazione della Disney del 1973 prodotto e diretto da Wolfgang Reitherman.

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