Avete presente quella sensazione, dopo il terzo Negroni, in cui “andare dritto” a casa significa in realtà procedere a zig-zag sfidando nel contempo la forza di gravità e l’equilibrio? Ecco, la lingua italiana a volte fa la stessa cosa. Si ubriaca.
In effetti avrei potuto intitolare questo post: Quando le parole ubriacano, guida scanzonata all’Enantiosemia.
Non scappate! Non è una lezione di grammatica (per quelle ci sono i Chierici). L’enantiosemia è quel fenomeno perverso per cui una stessa parola ha due significati… probabilmente opposti.
È il Dr. Jekyll e Mr. Hyde del vocabolario. È il dado che fa 1 e 20 contemporaneamente.
E noi giocatori di ruolo ci sguazziamo dentro senza nemmeno saperlo.
Prendiamo la parola “Ospite”. È meravigliosa. Indica sia chi accoglie, sia chi viene accolto. Nel GdR è la definizione perfetta del rapporto tra Master e Giocatori. Il Master è l’ospite (padrone di casa) che prepara il dungeon con amore, trappole mortali e birra spesso calda. I giocatori sono gli ospiti (invitati) che entrano, rompono tutto, uccidono il mostro domestico e se ne vanno con l’argenteria.
Oppure pensate a “Sbarrare”. Significa chiudere, bloccare (sbarrare la porta per non far entrare i goblin). Ma significa anche spalancare (sbarrare gli occhi di fronte al Tarrasque che ha appena sfondato le porte della città). Un solo verbo per descrivere l’azione protettiva del Paladino e il terrore puro del Ladro. Poetico, no?
Questo è sottile e “Curioso”, ma manda ai matti i Maghi del gruppo. Curioso può significare “che vuole sapere” (soggetto) o “che è strano/bizzarro” (oggetto). Immaginate la scena: il Mago identifica una spada magica e dice al Guerriero (che ha Intelligenza 8): “È una lama curiosa”. Il Guerriero la lascia cadere terrorizzato: “Perché? Mi sta facendo delle domande? Mi sta spiando?”. No, idiota, è solo strana. Ma intanto il Guerriero sta già cercando di convincere la spada che non ha rubato lui le monete d’oro.
A volte si rischia la vita con “Spolverare” che significa togliere la polvere (pulire), ma anche mettere la polvere (cospargere), ed in gergo ladresco anche sottrarre. Siete a cena dal Duca. Il maggiordomo, con un sorriso sinistro, annuncia: “Ho personalmente spolverato il vostro dolce”. Ora, il Chierico deve decidere in fretta: sta ringraziando per l’igiene o sta lanciando Neutralizza Veleno perché quel “spolverato” intendeva una generosa dose di arsenico sopra la crostata? Nel dubbio, fate assaggiare prima al Bardo, ammesso che il maggiordomo non se lo sia già mangiato tutto.
Il disastro geografico: “Alto”. Avete appena noleggiato una nave. Il Capitano urla: “Dirigetevi in alto mare!”. Ora, “Alto” di solito significa “su”, verso il cielo. Ma in mare significa “profondo”, “al largo”. Il Mago, che ha studiato troppo e bevuto poco, prende tutto alla lettera e casta Volare sulla nave, facendola decollare verso le nuvole. Il Capitano bestemmia, la ciurma vomita, e tecnicamente siete in “alto”, ma decisamente non dove dovevate essere.
E che dire di “Pauroso”? Il drago è pauroso (fa paura). Ma anche il Guerriero di livello 1 che si nasconde dietro al Mago appena vede la testa di un Drago sbucare da dietro gli alberi.
Ma la mia preferita resta “Cacciare”, ovvero inseguire la preda (“Andiamo a cacciare il mostro!”), ma anche mandar via (“Il locandiere ci ha cacciato perché il Barbaro ha dato fuoco al tavolo”). In una tipica sessione di combattimento, si passa dalla prima alla seconda accezione al primo incontro!
Poi quella che è stata, per circa un ventennio, la più comica tra me e il mio analista: “Credenza”. Che è sia quello a cui crediamo che il posto in cui alcuni conservano cibo e leccornie!
L’Enantiosemia è la prova che il linguaggio, proprio come una buona campagna sandbox, è caotico, interpretabile e spesso contraddittorio. Le parole non stanno ferme, cambiano faccia a seconda di come le guardi (o di quanto hai bevuto).
Quindi, la prossima volta che il Master vi dice una frase ambigua, non è sadismo.
È enantiosemia! (o al massimo alcolismo).
Perché, ogni fine sessione, è solo l’inizio del prossimo hangover o della prossima avventura!
I know who I want to take me home
I know who I want to take me home
I know who I want to take me home
Take me home
Closing time, every new beginning
Comes from some other beginning’s end
Riferimenti:
“Mano con sfera riflettente”, nota anche come “Autoritratto nello specchio sferico”, è una litografia dell’artista olandese M.C. Escher, stampata per la prima volta nel gennaio 1935.

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