Probabilmente John Cleese non ha mai visto una scheda personaggio in vita sua. Eppure quest’uomo ha spiegato il Gioco di Ruolo meglio di Gary Gygax.
C’è una bugia che ci raccontiamo spesso, solitamente dopo il terzo giro di IPA, quando guardiamo con invidia quei Master che sembrano tirare fuori idee geniali dal cilindro come se fossero conigli magici, o quei Giocatori che riescono sempre a non essere mai noiosi e a non dire una parola fuori posto.
La bugia è che la creatività sia un talento mistico, un dono concesso da qualche divinità dei Dadi che o possiedi dalla nascita o sei destinato a usare moduli d’avventura scritti da altri per l’eternità.
John Cleese (quello dei Monty Python) nel 1991 ha tenuto un discorso che smonta questa sciocchezza pezzo per pezzo e, se lo ascoltate attentamente, vi renderete conto che stava parlando senza saperlo proprio di come salvare le vostre sessioni.
Secondo Cleese, la creatività non è un talento, ma un modo di operare. Lui distingue due stati mentali: la “Modalità Chiusa” e la “Modalità Aperta”.
La Modalità Chiusa è quella in cui passiamo la giornata lavorativa: attiva, ansiosa, impaziente. Al tavolo la riconoscete subito nel “Master Burocrate” che consulta freneticamente il manuale per paura di sbagliare una regola, o nel giocatore che vuole ottimizzare lo scontro per “vincere” alla svelta. Qui c’è tensione, c’è fretta, rimuginio e non c’è spazio per l’umorismo. Perfetta per eseguire un piano minuzioso, ma la creatività lì dentro muore soffocata.
La Modalità Aperta, al contrario, è un’oasi rilassata e giocosa. È dove la curiosità non ha uno scopo preciso e si può ridere per una sciocchezza che, magari, diventerà l’idea portante della campagna. Cleese spiega che per entrarci servono confini netti: Spazio e Tempo. Bisogna creare un recinto sacro, sigillarsi in un luogo tranquillo e chiudere fuori il “mondo reale” per un periodo specifico.
Ma l’ingrediente segreto è la Pazienza. I creativi sono solo persone capaci di sopportare più a lungo il disagio di non avere subito una soluzione. Invece di saltare alla prima idea banale per placare l’ansia del “cosa succede adesso?”, bisogna restare nel dubbio. A questo si lega la fiducia: nella Modalità Aperta nulla è sbagliato. Ogni idea assurda, anche lanciare il Nano con una catapulta, è un gradino necessario per arrivare alla soluzione geniale.
Infine c’è l’Umorismo, il modo più rapido per passare dalla modalità Chiusa a quella Aperta. La solennità serve solo a proteggere l’ego di chi si sente importante (qui fischieranno le orecchie a molti “Master Autori”) mentre ridere ci libera.
Certo, oggi isolarsi sembra un atto di ribellione impossibile. Viviamo in un mondo iperconnesso e qualcuno vi dirà che la creatività moderna nasce dal network, dalla “Mente Connessa”, e non dalla torre d’avorio. Ma è proprio qui che il Gioco di Ruolo vince. Al tavolo, la “Mente Connessa” siete voi. L’isolamento di cui parla Cleese (spegnere i telefoni, chiudere la porta) non serve a restare soli, ma a connettervi davvero con chi avete di fronte. Serve a creare quel silenzio del mondo esterno che permette alle vostre idee di collidere e fare scintille.
Il segreto, alla fine, è saper oscillare: usate la modalità giocosa per generare il caos e immaginare il mondo, poi passate a quella chiusa per applicare le regole con decisione. Ma non restate bloccati nella burocrazia.
Quindi, la prossima volta che vi sentite bloccati, smettetela di guardare il manuale come se fosse un testo sacro. Versatevi da bere e dite una sciocchezza enorme: mal che vada vi sarete fatti una risata.
Nel nostro hobby, quella è già una vittoria.
[…] Creativity is not a talent, it is a way of operating. […]
It is not an ability that you either have or do not have. […]
The most creative had simply acquired a facility for getting themselves into a particular mood […]
which allowed their natural creativity to function. […]
Riferimenti:
“The Ministry of Silly Walks” è uno sketch del Monty Python’s Flying Circus trasmesso nella prima puntata della seconda serie.

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